Paracadutisti
I primi reparti sono istruiti e formati a Castelbenito, nei pressi di Tripoli,
dove la prima scuola militare di paracadutismo viene istituita dalla Regia
Aeronautica con personale dell’Esercito e truppa libica del Regio Corpo truppe
Coloniali.
Ai primi due battaglioni libici farà seguito un primo battaglione di Nazionali
ed il Battaglione Carabinieri Paracadutisti.
Maggiore impulso allo sviluppo della specialità viene dato con la costituzione
della Scuola di Tarquina dove affluiscono i superstiti di Castelbenito ed i
primi quadri di quella che sarà la Divisione “Folgore”.
Nel 1941 è in vita la Divisione Paracadutisti, che, nata per ed addestrata con
l’obiettivo primario dell’occupazione di Malta, per sopravvenute esigenze di
carattere operativo sarà impegnata a terra, dal luglio 1942 in Africa
Settentrionale.
Equi che la fama dei paracadutisti italiani si consolida nel rispetto dello
stesso avversario di allora. Dirà Sir Winston Churhill all’indomani della
battaglia di El Alamein. La divisione aveva resistito ad un attacco portato da
forze pari a due divisioni corazzate e quattro di fanteria.
Mentre nel deserto si consuma la sorte della “Folgore”, in Italia si costituisce
una seconda Scuola a Viterbo ed una seconda Divisione, la Nembo seguita dalle
basi della “Ciclone”. L’armistizio bloccherà l’ulteriore sviluppo della
specialità. La Nembo si batterà contro i tedeschi inquadrata nel Corpo Italiano
di Liberazione prima di essere riordinata in Gruppo di Combattimento Folgore.
Nel dopoguerra tramanda le tradizioni della specialità la Brigata paracadutisti
Folgore.
Attualmente i reggimenti sono e le loro bandiere sono decorate di 2 Croci di
Cavaliere dell’OMI, 2 medaglie d’oro, 4 medaglie d’argento, 1 medaglia di bronzo
ed 1 croce di guerra al valor militare, di una medaglia d’oro 3 argento ed 1 di
bronzo al valore dell’esercito ed 1 medaglia d’argento al valor civile.
